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sabato, 27 gennaio 2007

Volver...nel paese delle donne

                                                            Almodóvar (centro), con Lola Dueñas, Penélope Cruz, Carmen Maura, Blanca Portillo y Yohana Cobo (de dcha. a izda.). (Foto: REUTERS)                                                

Non occorre essere un grande critico cinematografico per notare come nei film di almodovar si aggira si agglomera e vive un universo tutto al femminile, dove il termine femminile deve ovviamente essere inteso nella sua accezione più ampia. Si pensi solo al travestito impersonato da Garcia Bernal ( è più bello in versione uomo o in versione donna? l'ardua risposta la lascio a voi) in la Mala education, o ancora si pensi a tutto su mia madre. Bene, forse in Volver si ha un esempio di una femminilità più genuina, meno ostentata, più casereccia e combattiva, quella che ha le mani della Cruz quando senza versare una lacrima una, si munisce di due bei rotoloni di scottex , mocho vileda e via giù ad asciugare il sangue sul linoleum azzurro intorno al corpo esanime del marito ucciso dalla figlia...

Le mani, si direi che sono le mani le protagoniste delle più singolari inquadrature del film. Cucinano, impastano, lavano, servono, lustrano, scavano ed infine seppelliscono, ma servono anche per accarezzare abbracciare e porre fine a tensioni e drammi familiari non comuni, quelli che Almodovar sa sempre raccontare con tanta maestria. Altra cosa non comune del film è il sedere, si quello della Cruz. Il barbatrucco c'è e forse un pò si vede. La Penelope indossa infatti una sorta di guaina push up che insomma tiene su il bendidio e dicono, i maligni dicono che il rimpolpa didietro sia tanto piaciuto alla nostra eroina che ormai non se ne separa più..dovremmo chiederlo ad uno dei suoi ultimi fidanzati, a proposito dopo Tom Cruise siete riusciti a tenere più il conto? Io no!

Il tutto serve ancora di più a nutrire la sensazione che la protagonista nelle intenzioni di Pedro dovesse assomigliare a qualche importante icona della femminilità e secondo me la musa questa volta è stata la Magnani, tant'è che in un fotogramma o forse due, appare in un film che Carmen Maura guarda in Tv.

Non lo so se l'ipotesi è plausibile a me sembra proprio di si.


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore gennaio 27, 2007 18:33 | link | commenti (6)
categorie: movies

There is a light that never goes out

MorrisseyChi conosce gli smith? Non li conoscete?Lo immaginavo ma non preoccupatevi non è grave, non troppo.Sono venuto a contatto con la loro musica in maniera leggermente trasversale, ovvero leggendo il libro di Matteo B Bianchi Generations of love.E' inutile dire che visto che il loro primo album è uscito nel 1984, anno della mia nascita, bhè la sfasatura temporale è tanto ovvia da giustificare la mia completa ignoranza su chi fosse il signorino a lato.

Non ridete, non sarebbe gentile nè bello nè rispettoso.Ok va bene confesso: a vedere qualche video del gruppo anche a me è venuto da sorridere per la cotonatura, ma signori si sta parlando degli anni ottanta quando il mondo era in mano ai parrucchieri e le spalline nelle giacche erano un must per le pupe ma anche per i bulli. Converrete con me che Morrissey, il leader del gruppo, il suo fascino lo emanava e se volete lo emana ancora oggi da bell' attempato signore che è. Figurarsi come faceva strappare i capelli all' epoca, io posso solo immaginarlo visto che ero nella culla.. ma tant'è.

 Posso inoltre supporre che il pubblico degli smiths non comprendesse solo ragazzine urlanti ma anzi una piuttosto ben nutrita schiera di ragazzi urlanti visto che nei testi della band espliciti i riferimenti a situazioni di stampo omosessuale. Ripeto non posso dissertare con cognizione di causa su tutto l'argomento visto che non sono abbastanza documentato ma il presente post era solo per sottolineare come le canzoni, la musica.. quella fatta bene possa attraversare tranquillamente qualche decennio per colpire dritto al centro della percezione emotiva di ognuno di noi.

Ed è così che ieri sera mi sono imbattuto per caso nel video della canzone che da titolo al post, no ancora non la conoscevo ma ne sono rimasto folgorato, continuo ad ascoltarla e continua ad emozionarmi. There is a light that never goes out...credo sia proprio il caso di dirlo.

Qui il video


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore gennaio 27, 2007 11:36 | link | commenti (7)
categorie: folgorazioni

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