Vittimismi

Antonio Giorgetti, Il Maritrio di S. Sebastiano, marmo levigato. Basilica di San Sebastiano Fuori le mura, Roma.
Classicismi
Vi devo dire chi è??. Appunto.
Ho fatto un altro esame (esaminato da un damerino in camicia di seta bianca) _???!!!!_
Ho fatto da guida Alpitour a parentame canadese in trasferta in una capitale subtropicale (ahiahiaiaiaiai) e ieri sera sono andato per la prima volta al coming out. Si, per la prima volta a 23 anni suonati e dopo quattro anni di residenza Romana.
Non che fosse un imperativo morale, intendiamoci.
E' solo che io sbaglio sempre i tempi, non mi sincronizzo mai. Arrivo sempre o troppo prima o un attimo dopo il tempo utile.
Come si fa a regolare le lancette con la vita?
Sono patetico.
Il fatto è che mi sono innamorato. E' stato amore a prima vista, forse alla seconda. Ma io ormai passerei le mie giornate nell'atrio del palazzo.
Lui lo chiameremo Il Dio della Guardiola (Ddg) ed è il sostituto (immagino temporaneo_sig sob sig_)di quel insipido essere del portiere in carica che a quanto pare deve essersi andato a fare le sue ferie, lasciando a custodia dell'immobile questo essere meraviglioso. Lui ha occhi celesti luminosi, tanto luminosi da chiederti se siano veri (avete presente il celeste del dentifricio colgate?) ecco esattamente quello, vorresti solo perderti in quel suo mare cristallino e dire:" ma siiii lasciamoci affogare, e tutto il resto che se ne vada affantuffo". Ha capelli cortissimi di un biondo siderale, teutonico, svedese. Ha un sorriso abbagliante (si vede che usa con regolarità il Colgate di cui sopra) e un pugno di lentiggini leggere che per vezzo qualcuno gli ha sparso sul naso (ovviamente perfetto).
E' lievemente abbronzato, e sorride a tutti. Sorride alla pazza del palazzo che mette da mangiare al gatto nero comunitario, sorride al gatto nero, sorride a me! Lui non se la tira, continua a leggere imperturbabile il suo volumone (Anna Karenina? Guerra e Pace?) e ogni tanto alza il suo fascio azzurro dalle pagine e da un' occhiata in giro elargendo sorrisi rilassati a coloro che passano di lì. Oggi la fortuna ha voluto che fossi io(perchè ancora non metto propriamente la canadese nell'atrio, anche se vorrei) a passare nei paraggi.
Sono patetico, lo so.
Perchè ho deciso che non potevo solo sorridergli di rimando e ho deciso che qualcosa dovevo pur dirgliela, prendo spunto dal fatto che aveva imbucato il mio Vanity Fair nella casella sbagliata e gli chiedo le chiavi. Me le dà, si scusa e quando gliele riporto mi ringrazia (lui a me!) e nel mentre sorride e mi guarda con quei suoi occhi e mi fa ciao con la mano e io non capisco più niente e già penso ad una scusa per uscire di nuovo e mi sembro una sedicenne in crisi ormonale.
Fra qualche dannato giorno Il dio della Guardiola tornerà nel suo olimpo e a me resterà solo quell'insipido essere del portiere di ruolo con le sue marlboro onnipresenti e la scarsa propensione al saluto.
Come posso fare?
*il ddg è dannatamente somigliante al tipo in foto ( Chad Cole), mi capite adesso?
Se escludiamo il Pride di sabato scorso, questi ultimi giorni non che siano stati troppo movimentati.
Sto sputando sangue e sudore sugli appalti europei, ma queste sono cose noiose, brutte, deprimenti. E quei pochi che visitano queste paginette non lo fanno certo per deprimersi dietro i miei sventurati studi.
Tutto ciò per dire che, insomma, gli spunti per un post scarseggiano e rimpolpare quello sul pride ormai non mi pare più sulla notizia.
Ieri sera quando la calura fra i palazzi sembrava essersi placata ho finalmente deciso di uscire per rifornirmi di viveri di prima necessità. In genere, lo confesso, faccio la spesa nel super market non lontano, ma visto che era davvero tardi ho deciso di ricorrere al buchetto di drogheria che si trova a due passi da casa, che notoriamente ha orari molto open ed è probabile che lo trovi aperto anche alle nove inoltrate.
Non ci vado spesso perchè non è di strada, ma ogni volta ne esco con un sorriso. Io e mia cugina lo chiamiamo semplicemente "da Ciccì" con accento sulla i. Ha tutte le sembianze di quei vecchi alimentari dove in pochi metri quadri l'ingegno dei proprietari e gestori (in genere una coppia, come nel nostro caso) riesce a far stare tutto il necessario e forse di più, quelle due tre marche di tutto, dal tonno ai biscotti, una parete tutta dedicata alla pasta, un banco salumeria e un mini banco frigo dove in un pittoresco still life trovi tutto ammonticchiato in una certa logica.
I prezzi sono scritti a pennarello blu, alla faccia delle prezzatrici moderne, e cartoncini a sfondo fluorescente hanno in genere cura di informarti su quale affettato sia in offerta mentre fra i salumi trovi i piatti in ceramica omaggio di non so quale marca (se prendi il tre x due). Ma il vero pezzo forte in questo piccolo mondo antico del commercio al dettaglio sono i due insostituibili gestori che, anche se ti vedono per la prima volta, non hanno certo timore nel chiamarti con simpatici diminutivi confidenziali.
Il preferito della Moglie è appunto Ciccì. Adesso non è la prima volta che vado a fare spesa da loro ma immaginate il mio stupore la prima volta che entrai, nel sentirmi chiamare Ciccì da una simpatica e magrissima signora occhialuta. I simpatici appellativi hanno inoltre il pregio di cambiare a piacimento. Io nell' ordine di frequenza mi sono anche sentito chiamare
Ora, io c'ho fatto caso e non è che sia io a ispirargli questa subitanea e immotivata confidenza e simpatia, loro chiamano così chiunque entri nel loro negozietto, per la sola ragione di esserci entrato. Io li adoro per questo, e ho deciso che andrò a rifornirmi da loro più spesso. Quelle acide sfrante delle commesse dei supermarket hanno ormai passato il segno! Io rivendico il diritto al sorriso e alla gentilezza (ovviamente reciproca) anche e sopratutto negli scambi quotidiani. La vità è già tanto amara!
Forse, la prossima volta prendo coraggio e gli rispondo anche io: "Tesò, fammi du' etti de mortadella"
Che ne dite?
"E io cos’ero? Ero uno che stava cercando la sua strada, come gli altri. Con la differenza che io partivo dall’azione cattolica e dovevo arrivare al gay pride"
Davide Martini, da "49 goal spettacolari", ed. PLAYGROUNG

Anche io, sorprendentemente, ci sono arrivato. Ed è stato ieri, ed è stato bello.
Quando hai millemila esami da preparare e ne studi mezzo
Quando guardi il calendario ed è affettivamente giugno, ma tu sei fra i monti come Hannette e continui a metterti i maglioncini di lana sformati della benetton, perchè la Siberia è qui, ora
Quando da studiare hai sentenze che parlano di bambole gonfiabili importate dall'Estremo Oriente (giuro)
Quando la macchina non vuole saperne e la retromarcia non entra e ti fai a piedi qualche chilometro per tornare a casa
Quando la suddetta fetentissima autovettura non può essere rimessa a posto neppure dal più figo e truce meccanico del circondario (che uno almeno si rifaceva gli occhi)
Quando aspetti qualche messaggio che puntualmente non arriva e in compenso ti chiama l'amico rompipalle del liceo
Quando (almeno) hai la mammina che ti prepara il coniglio al forno con le patate e adesso è ora di andare a cena...
Be', capirete che per forza di cose il blog rimane un pò nell' ombra. E non storcete il muso che il coniglio al forno è formidabile, ve lo assicuro.
Una prece per il coniglio.
L'ho scoperto per caso e già non posso più farne a meno, roba che quando ieri mi hanno regalato la nuova tanichetta da 100ml ero felice come un bimbo al luna park. Lo so cosa vi starete chiedendo:
-No, Hermès non mi paga per la pubblicità.
-Sì , a volte mi ispiro a Marilyn...
Intanto una domanda ve la faccio io:
Per curiosità, voi che profumo usate?
NB= notare l'impegno sociale di questo post...