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Utente: PrincipeGentile
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Chi sono dovrebbe venir fuori da quello che scrivo nella paginetta a lato,per qualunque ulteriore info bhè scrivetemi una mail! E poi?me lo fate levare stò sfizio del blog?

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martedì, 14 agosto 2007

Pensieri cadenti

 

 

Cogliere l'amore è come attendere lo svanire di una stella cadente: spesso ci si ritrova ad aspettare nella porzione sbagliata di cielo.


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore agosto 14, 2007 17:26 | link | commenti (12)
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mercoledì, 08 agosto 2007

Lu Saluntu: tocca tornarci

Il Salento è una terra monotona, monocorde ma non per questo meno affascinante.
Gli Ulivi si ripetono in una continua nota di verde scuro lungo i due lati delle strade noiosamente dritte dritte dritte verso un orizzonte piatto. Il giallo degli sterpi arsi dal sole fanno da contrappunto costante, mentre il grigio dei muri a secco si ripete insieme al bianco dei paesi tutti uguali, che a scambiargli il nome,sempre simile, nessuno a prima vista si accorgerebbe della differenza.
Colpisce, per uno abituato ai rilievi come me, che l’occhio fatica a distinguere la linea di demarcazione fra terra e cielo, l’uno sconfina nell’altra in continuazione. Il sole picchia nel Salento, terra non a caso di sole di mare e di vento: una delle mie amiche ha riportato come ferite da tintarella atomica una bella ustione di primo grado su entrambe le spalle. Per mio conto mi sono abbondantemente premunito con una costante protezione fattore venti. Certo, il colore dorato ed invitante della mia pelle ne ha sicuramente risentito (sono poco invitante e poco dorato) ma in compenso ho riportato a casa intatta la pellaccia, io che alla mia pelle ci tengo, in tutti i sensi.
Se di giorno il sole brucia, le notti nel Salento incantano e a volte fanno male, se non si ha qualcuno con cui condividerle, perché  si ha come la sensazione che tanta bellezza per una sola persona vada irrimediabilmente sprecata. Così, una passeggiata alla luce della luna piena fra ulivi e muri a secco (sempre loro) rimane un’esperienza un po’ a metà ma forse sono io, maledetto, che non mi accontento mai. E il cielo di notte diventa violetto, soffuso e trapuntato di stelle (fa tema di quinta elementare, lo so, ma non mi viene altro) e continui ad osservarlo dal finestrino della macchina guidata dalla nostra insostituibile choffeur piccola Grace  che vaga imperterrita fra paesini indistinguibili e a volte maledetti. E’ stato quindi inevitabile perdersi quasi costantemente ed a nulla è servita la voce elettronicamente suadente del nostro navigatore satellitare ribattezzato Manuela (donna…anche lei).
Ho rischiato qualche osso, caviglia e femore per immergermi nelle favolose acque cristalline  del mare salentino, proprio per questo piuttosto inaccessibili, ed è stato lì che ho avuto un po’ nostalgia di Rimini ma, vi assicuro, è passata subito.
Ho fatto il beato fra le donne, e come previsto ho dovuto contenere il mio spirito d’osservazione che portava l’occhio inevitabilmente ai bei manzi che pascolavano sulla spiaggia. Certo, ad essere sinceri qualcuna i suoi sospetti l’avrà anche avuti quando non che mi sia mostrato tanto entusiasta di dover condividere il talamo con lei ma diciamocelo: ‘sti cazzi (si può dire?) sì.
Le amiche più informate sui fatti mi hanno inoltre fatto notare che non ho saputo dissimulare in nessun modo il mio interesse per un autoctono che mi sconquinferava parecchio ma che dopo un’iniziale debole speranza ha deluso il mio gayradar: aveva puntato una delle mie amiche, che originalità!. Pazienza, ho sopportato stoicamente la prevedibile sconfitta e ho continuato a prendere il sole, a subire i gavettoni di quelle sconsiderate delle mie amiche e a bere “otto ettolitri” di birra a sera. E’ inutile che stia qui a spiegarvi gli innumerevoli tormentoni che sono nati in questi dieci giorni, ma con queste spassosissime cavolate ci siamo fatti le migliori risate e io mi sono divertito, molto.
Dovrò tornare nel Salento, è quasi una promessa se non altro per poter godere di una Luna piena fra gli Ulivi con qualcuno che non si preoccupi del ciclo…

sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore agosto 08, 2007 17:22 | link | commenti (9)
categorie: sebs is back

Rivelazioni anfibie

 

Qualcuno si è finalmente deciso a sputare il rospo.

Non che i sospetti non sussistessero da tempo, c'erano tutti gli indizi per credere con certezza che in corpo avesse un intero stagno di allegre ranocchie.

Erano lì da tempo che cantavano Pedro Pedro Pedro Pè (praticamente il meglio di Santafè)

Ovviamente, tutte vestite di lamè.

Di tempo ce n'è voluto, rimane almeno la soddisfazione di poter dire "be' si ma io in realtà lo sapevo già dall' era dei dinosauri!" Eh sì!

 

ps: a breve il resoconto delle vacanze (forse)


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore agosto 08, 2007 13:22 | link | commenti (4)
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