
Dopo aver visto "Un tram che si chiama desiderio" nell' intento, riuscitissimo, di svoltare una serata altrimenti incolore, sono combattuto fra più ipotesi:
a) Andare a ficcarmi sotto le coperte il più presto possibile. Con ogni probabilità non appena addormentato il mio sguaiato subconscio si produrrà in inenarrabili sogni che avranno per protagonista assoluto quel Dio in maglietta che è Marlon Brando al massimo del suo fulgore muscolare e recitativo. Nei suddetti sogni mi prodigherò con abnegazione affinchè la già citata maglietta finisca definitivamente a brandelli (al costo di staccargliela via a morsi)
b) Frustarmi lievemente e con grazia con un "mazzolino di violette artificiali" (cit.) per non aver scoperto prima quella Diva assoluta di Vivien Leigh. Roba che a confronto, quelle che oggi osiamo chiamare dive sembrano avere lo stesso charme della shampista de Nino, er parrucchiere sotto casa. In questa pellicola tutto è amplificato dalla , oserei dire, deliziosa labilità mentale del personaggio. Ha perennemente la mano sulla fronte, il capo reclinato, fa bagni per calmare i nervi e un amore tragicamente concluso alle spalle che cerca di affogare nell'alcool. L'archetipo della Diva, nulla da aggiungere.Oltretutto un fantastico doppiaggio d'epoca le fa esclamare ad un certo punto:"Numi!" Capite? Chi dice più numi? Ecco, sono indeciso se adottarla o meno come mia esclamazione di disappunto preferita:classe infinita! non c'è che dire!
c)Guardarmi le foto dell'ultimo Martlon Brando per capire che sì: tutto è transitorio su questa terra. Voglio dire: il suo faccione sformato mi servirebbe come severo memento mori e mi metterebbe terribile, indescrivibile tristezza.
Ma visto che stanotte voglio vivermela bene, credo che dovrò prendere da questo film solo le cose positive. Il pettorale di Marlon, il suo sguardo sconvolgente e una nuova eroina personale immagino possano bastare.
Numi!! Ora vi saluto che mi si fredda la camomilla...
Video di Bluebells (The Magic Position 2007)
Io vi avevo avvertito di essere entrato nel Trip ma prometto che è l'ultimo post a riguardo del ragazzo dai capelli color lampone. E' solo che questa canzone è a dir poco meravigliosa.
E io in questi giorni non faccio molto altro che ascoltare i suoi album, ciondolare per casa (davanti a Gino, il pinguino de Longhi) e far finta di studiare Geopolitica. Uno sviluppo sostenibile che mi diviene insostenibile mi sta rovinando le giornate. Il vero problema è che il mio motto sta diventando "Thake it easy" e io, credetemi, quanto sono easy!!!..decisamente troppo.
Ah, e per continuare sulla retta vai dello svacco me ne torno pure al paesello fra i monti come Hanette (non mi va per un beato ciufolo) ma almeno prenderò qualche chilo,mangerò cose sane, grondanti trigliceridi e grassi saturi e non. Così, giusto per sentirmi ancora dire che sotto la T-shirt sì sì sì c'è un pò di pancetta! A meee (!!!), che ultimamente ho avuto come principale fonte di sostentamento lo yogurt magro. (so' SODDISFAZIONI)
Allora ditelo che volete una fettina di culo tagliata sottile(!), ve la griglio pure?
non mi avrete mai come volete voi (e mi riferisco al pesoforma)
Upgrade: Ho fatto i piatti,stranamente la trovo un'occupazione talmente triste che è nel compierla che mi si addensano in mente le elucubrazioni più cupe e sepolcrali.Così ho avuto la vaga certezza che con molta probabilità fra dieci anni sarò QUI,sempre qui ed a farmi compagnia solo un gatto (non ho nessuna intenzione di uscire il cane tutti i santi giorni, a volte è una fatica fare uscire me,figurarsi il cane). Lo chiamerò Dharma e ci faremo compagnia sgranocchiando croccantini davanti alle imperiture repliche de "La signora in Giallo". Io Dharma e Angela Lansbury* alias Jessica Fletcher. La Trimurti perfetta per una vita realizzata.
Allegria!
*prossimamente su questi schermi un post dedicato alla mia segreta passione per la mitica Angela o_O
Ok, lo prometto.
Cercherò di approfondire meglio la conoscenza (musicale) di questo tipino con la zazzera rosso lampone. Intanto è successa una cosa strana, era da qualche tempo che vagando fra i blog, spesso, spessissimo c'era qualcuno che decantava le doti di questo ragazzo qui. Ho quindi scoperto che è uno dei maggiori cantautori inglesi, e allora mi sono deciso, in un' abbondante dose di cazzeggio, a scovare qualche informazione in più su di lui. In una sommaria ricognizione sul magico mulo delle meraviglie sono già riuscito ad avere due album (Lycanthropy e the Magic Position, che dovrebbe essere il suo ultimo lavoro)
Ora, per tutti i Patrick addicted che dovessere passare di qui,( e a quanto pare ce ne dovrebbero essere molti) chiedo umilmente consiglio per un cammino iniziatico degno di nota per un neofito come me, poco avezzo a questa sua splendida voce e a questo suo strabiliante faccino!
Da dove comincio? cosa ascolto per prima? Insomma consigliatemi le chicche irrinunciabili!
Io già lo chiamo "il mio folletto".. E Non venitemi a dire che non è gay, potrei avere una violenta reazione isterica ed il mio gayradar potrebbe non riprendersi più dallo shock!
Ah, intanto aspetto colui che mi metta nella magic position (e non pensate male)

Ma vogliamo parlare del bolerino di pailettes? Parliamone...
Stasera, verso le nove e mezza accendiamo una candelina alle nostre finestre.
Avanti! accendetela sta candelina, male che vada darà un tono all'ambiente.
"Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono state... "
Guido Gozzano, Cocotte.
E forse saranno i troppi trigliceridi, o magari la cioccolata che di questo periodo si annida anche negli antipasti, ma è arrivato così alla chetichella questo ricordo un pò sciocco ritornando al presente fra una pastiera ed un agnello al forno.
Da bambino, timidone figlio unico com'ero avevo le mie brave difficoltà a fare grandi amicizie con bambini della mia età, non che fossi un misantropo ma non mi veniva facile l'approccio con la gran parte dei miei coetanei, e si sa spesso i bambini in età scolare sanno essere di una rara perfidia.Semplicemente preferivo starmene con i miei amichetti o amiche di sempre senza dare ad altri molta confidenza.
Ciò premesso, per me fu una sorpresa scoprire che invece con questo bimbetto vestito da piccolo lord io mi trovavo benissimo. Mio padre ci aveva portati ad una sorta di convegno in cui tutti potevano invitare relativa signora ed eventuale figliolanza. Ed è così che ho conosciuto Filippo (?), si Filippo se la memoria non mi inganna, perdonerete ma non avevo più di sette anni ed in fondo la nostra amicizia non durò che tre giorni, giusto il tempo del benedetto congresso. Eravamo capitati vicini al tavolo dei bimbi, la sera a cena, o forse ci presentarono i nostri genitori che a quanto pare si conoscevano vagamente.
E sarà stato l'odio condiviso per la pannacotta alla fragola, o magari i suoi modi di fare così placidi ed inusuali per un bimbo di quell'età: fatto sta che qualcosa ci rese inseparabili per il resto dei due giorni. Ce ne stavamo un pò in disparte rispetto a tutti gli altri ossessi che correvano d'intorno, non so bene di cosa abbiamo mai parlato ma qualcosa- questo me lo ricordo- ci distingueva da tutto il resto della piccionaia. Può sembrare melenso e anche un pò patetico, ma ho sempre avuto l'impressione,già da quei giorni, che Filippo fosse come me, qualunque cosa questo volesse significare. A distanza di tempo, ho ripensato spesso al suo bel sorriso infantile, a quella sua scrimatura molto bon ton, a quella sua manina che, mentre vedevamo La Sirenetta strinse all'improvviso la mia.
Io rimasi un pò interdetto e gli sorrisi un pò confuso.
Non l'ho più visto ovviamente, ma proprio ieri mio padre, non so a che riguardo ed in quale contesto mi ha detto che ha aperto una bottega di restauro a Firenze, forse restaura mosaici o fa mosaici. Nemmeno lui sapeva bene. Ed io già me lo vedo fra tasselli colorati, vecchie cornici e poltrone di velluto.
Ho solo saputo pensare che mi piacerebbe rivederlo.. che scemo, almeno mi è rimasta una calda malinconia, avvolgente come un maglione di cachemere. E per mandare tutto giù ci ho mangiato sopra un bel tocco di cioccolata fondente.
Ho scovato questo video su queerblog e non ho potuto resistere a postarlo anche qui. Ho scoperto essere la spassosissima parodia dell'ultimo conclave che con l'aiuto dello Spirito Santo ci ha regalato la Benny XVI. Le avventure di questo sfavillante trio di cardinalesse sono davvero esilaranti. Ridiamoci su, così almeno io faccio finta di non sentire i triti e ritriti anatemi del nuovo Monsignur, degno successore dell' Eminence Nazionale.
Amarezza...e anche un pò d'odio.

Ci credereste? Appunto..
*
*Il video mi è stato segnalato da Grace (così evito commenti della serie 'il video te l'avevo consigliato io') ma del resto è anche giusto visto che è la mia fantastica ed insostituibile impagabile ineffabile segretaria personale :)
Ed infine Saturno contro fu! Mercoledì sera si è andati al cinema con la piccola Grace con cui avevo stretto un solenne patto di mutua assistenza (cinematografica) per cui il film lo si doveva ASSOLUTAMENTE andare a vedere insieme. Questo per due semplici ragioni:
Ora, è inutile che io vi stia a raccontare per filo e per segno tutta la vicenda, del resto non vorrò nemmeno convincervi della bontà della pellicola. Prima di tutto perchè Ozpetek o lo si ama o lo si odia, credo non ci siano troppe vie di mezzo, poi perchè sinceramente io stesso non so bene inquadrarvi il film. Leggerete dappertutto che è un film corale, ed è vero: è un film corale, nihil sub sole novo se vi ricordate le tavolate di "le fate ignoranti". Il momento conviviale è un motivo che ricorre nelle pellicole di Ozpetek perchè è il simbolo del suo modo di far cinema, in cui si intreccian storie ad un livello profondo, dove sono poche le scene urlate (vedi muccino) e il marchio di fabbrica è piuttosto il pianissimo.
Questa volta il tavolo intorno al quale questo nutrito gruppo di amici si riunisce è quello (vero) del regista, nel senso che le scene sono state girate nella cucina della sua casa romana, intorno al quale si ritrovano vecchie conoscenze: la coppia Buy-Accorsi in versione isterico/piccolo borghese, e l'immancabile,favolosa Serra Ylmez, che anche qui vorrebbe essere un pò la firma inconfondibile del regista.
Fra le nuove (piacevolissime) sorprese, in primis un' Ambra Angiolini che lascia quasi dimenticare i suoi passati da smutandata anfant prodige di Non è la Rai, i tempi d'oro in cui cantava "t'appartengo e io ci tengo se prometto poi mantengo", insomma. Qui potrebbe essere quasi scambiata per una vera attrice, complice anche il fatto che, a mio parere, Ozpetek tenesse moltissimo al suo personaggio. Ecco quindi uscirne fuori una trentenne tutta fragilità e pasticche (di ogni tipo) che si lascia alle spalle scie di insicurezza e di cocaina, con un dannato bisogno di essere protetta e forse (solo) amata.
Luca Argentero (ex grande fratello) ma sempre encomiabile, grandissimo pezzo di figo che è quasi tanto bravo quanto bello, peccato sia lui a morire e a lasciare tutti gli amici ed il suo compagno (Favino) a fare i conti con la sua scomparsa,ad elaborare il lutto, perchè è questo in fondo che il film cerca di sviscerare.
Un Favino magnificamente affranto o dolcemente innamorato che dir si voglia , ed un Ennio Fantastichini che sembra un pò l'anima ironica di tutto il gruppo, il saggio e navigato della situazione che riesce effettivamente a tirar su i picchi più tristi del film. Imperdibili le sue scene insieme ad una Lunetta Savino ineditamente brianzola, ma credibilmente e comicamente svanita schiampista di provincia.
Un punto interrogativo grande come una casa per la presenza di Michelangelo Tommaso (il biondino di Un posto al sole), caruccio per carità ma ai fini della dinamica del film utile come una cozza a colazione. Un pò monoespressivo, un pò trasparente della serie ma io che ci faccio qui? Forse sarà per il fatto che lui rappresenta un pò l'ultimo arrivato in questo rodato entourage di amicizie.
La Buy? FA VO LO SA ma si sa io sono di parte. Anzi, Meno psicologicamente labile del solito risulta essere appena appena più combattiva. Un Accorsi bancario con la stempiatura più evidente e l'amante di ordinanza: sembrano essere finiti i tempi delle fate in cui indossava fascinose camicie rosse e sprizzava problematicità da tutti i pori. Qui fa la figura dell'inetto codardo ed indeciso, tant'è che sembra che la Buy gli tenga testa, ed è tutto dire.
E se queste sono per sommi capi le tessere, il quadro d'insieme del mosaico non sembra comunque risplendere di lucentezza stilistica. Sul finale il caro Ferzan poteva fare molto meglio. Ok il trionfo dell'amicizia, ok rimaniamo tutti insieme appassionatamente, ma non puoi far finire un film intorno ad un tavolo da ping pong, dove sono i nodi che vengono al pettine? dove sono le reti tirate in barca? Così alla fine il tutto ha un certo sapore di incompiuto, di detto non detto( forse per mancanza di idee). Non che il film non abbia un suo perchè, io ho rischiato di mettermi a piangere come una fontanella e la forza emotiva c'è tutta, il problema è che poi si disperde in mille rivoli.
Un capitolo a parte meriterebbe la colonna sonora, con una anomala canzone di neffa (passione) che apprezzi integralmente solo dopo aver visto il film, una canzone della Ferri che ti lasci a bocca aperta al primo ascolto e che ti ritrovi a canticchiare inconsapevolmente e dulcis in fundo un' emozionante interpretazione in francese della Cantantessa (je suis venue te dire que je m'en vais)..ed è già un must!
ps= un bacino speciale alla piccola grace, perchè oltre a condividere con me culti quasi misterici, è sempre irrimediabilmente frociarola. Dopo il bacio fra favino e argentero lei mi commenta sospirosa e con la boccuccia a cuore "quanto sono carini!!!", come darle torto? per questol'adoro
Una pazza pazza pazza serata Drag.
Oggi pomeriggio la mariagoretti più amata dagli italiani, su Rai1 presentava una specie di Sanremo fra starlettes varie, fra cui Kaori del Philadelpia. Proprio ieri sera invece ho assistito ad una versione alquanto più interessante dell' imperitura kermesse musicale più nazional-popolare che ci sia. Il diavolo e l'acqua santa.
Per darvi una debole idea della situazione: prendete una dozzina di drag queens, ma anche di più, aggiungeteci due presentatrici anche esse in travestì, mescolate con qualche chilo di fondotinta coprentissimo, due tre allevamenti di piume di pennuto, qualche metrata di tessuto rilucente sbrilluccicante e paillettato. Fatto? Bene mettete tutto in equilibrio su vertiginosi zatteroni, zeppe epiche parrucche che la Pompidour avrebbero fatto impallidire ed ecco che avrete un debole inquadramento del background. E' quindi su questo sfondo che si è svolto il Sanremodrag di ieri sera.
Per aiutarvi ulteriormente mi limito a citarvi i nomi più evocativi delle divine: Cristina Ngalera, Regina Terrunia, Natalia Pestrada, Lady Vanesia e via folleggiando.Stavo addirittura dimenticando Lorella Sukkiarini..senza parole?Appunto! Menzione d'onore alle due presentatrici: Alba Pailletes e la Karl du Pignè, che ho scoperto essere la decana di questa sorellanza di matte scatenate, nonchè organizzatrice dell' evento. Inappuntabili le sue ardite quanto condivisibili analisi politiche e le sue acidissime battutine a raffica, perchè sì cari miei anche fra i lustrini si può parlare benissimo di politica, è stata una delle scoperte di ieri sera.
Momenti di vero spaesamento
Momenti di vero godimento
Chi mi conosce sa che il mio sabato sera in genere non prevede trastulli di questo tipo, a tratti sono più spartano di una carmelitana scalza. E' solo grazie all'invito della Melody che ho avuto modo di addentrarmi nel favolosissimo mondo delle drag, in qualche modo il guscio comincia a rompersi, sarà anche merito della magia di Sanremo. Perchè Sanremo è Sanremo..noo??


E tutti lì a dire e dire che i Dico sono una legge di compromesso, e forse è innegabile ma cosa mai potevamo aspettarci da un paese dove le ingerenze cattoliche nella vita politica sono pesanti e reiterate? Abbiamo un fardello odioso da sopportare, c'è chi lo chiama Vaticano, c'è chi ironizzando lo chiama Eminence, c'è chi come me vorebbe fortemente che non ci fosse, ma la storia non si può cambiare, la società a volte sì.
Le due signore qui sotto ci hanno provato con un ddl che non possiamo definire coraggioso, che a tratti è ipocrita ma che comunque definisce dei diritti e dei doveri per due persone che si prestano reciproca assistenza, anche se queste due persone sono dello stesso sesso. La Bindi è credente, i due tecnici che hanno provveduto alla stesura del disegno sono di area cattolica, insomma c'è da essere quasi contenti dei risultati raggiunti visto i pressupposti. Un riconoscimento giuridico per le coppie omosessuali, anche se timido, titubante è comunque un riconoscimento che assume un valore simbolico ancora più importante se rapportato alla realtà del nostro paese.
Insomma, a mio modesto avviso non c'è da essere trionfalisti, ma che non si faccia i disfattisti, perchè se lo stesso movimento omosessuale si dichiara contrario al dds, be' c'è poco da fare. Please già ci bastano i Calderoli, i Fini e i Casini del caso, impavidi difensori del valore innegabile della famiglia. La famiglia è intoccabile ed infatti il disegno di legge non va a toccarla in nessun modo, stabilisce solo maggiori libertà di scelta nella vita di moltissime persone. E allora, suvvia cerchiamo di essere un pò fiduciosi, è certo legittimo chiedere maggiori diritti, ma la legge può essere migliorata. Era realistico sperare in un matrimonio gay alla Zapatero? Purtroppo no, e lo sapevamo già, visto che Zapatero sta in Spagna e al di là del Tevere abbiamo un certo Nazingher. Come dire? questo passa il convento, per adesso possiamo solo sperare che la legge superi indenne il difficilissimo iter parlamentare. Stavo pensando di organizzare una novena di preghiere da indirizzare giornalmente a S. Barbara delle pari opportunità e a Santa Rosy, protettrice della gaya famiglia. No dico: ragazzi ma vogliamo avere un pò di fede!?Amen
PACS VOBIS
Eminence, The Enemy
Zapatero alias Bambi, The Hero