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Chi sono dovrebbe venir fuori da quello che scrivo nella paginetta a lato,per qualunque ulteriore info bhè scrivetemi una mail! E poi?me lo fate levare stò sfizio del blog?

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martedì, 25 settembre 2007

Marlon, non mi guardare così...

Dopo aver visto "Un tram che si chiama desiderio" nell' intento, riuscitissimo, di svoltare una serata altrimenti incolore, sono combattuto fra più ipotesi:

a) Andare a ficcarmi sotto le coperte il più presto possibile. Con ogni probabilità non appena addormentato il mio  sguaiato subconscio si produrrà in inenarrabili sogni che avranno per protagonista assoluto quel Dio in maglietta che è Marlon Brando al massimo del suo fulgore muscolare e recitativo. Nei suddetti sogni mi prodigherò con abnegazione affinchè la già citata maglietta finisca definitivamente a brandelli (al costo di staccargliela via  a morsi)

b) Frustarmi lievemente e con grazia con  un "mazzolino di violette artificiali" (cit.)  per non aver scoperto prima quella Diva assoluta di Vivien Leigh. Roba che a confronto, quelle che oggi osiamo chiamare dive sembrano avere lo stesso charme della shampista de Nino, er parrucchiere sotto casa. In questa pellicola tutto è amplificato dalla , oserei dire, deliziosa labilità mentale del personaggio. Ha perennemente la mano sulla fronte, il capo reclinato, fa bagni per calmare i nervi e un amore tragicamente concluso alle spalle che cerca di affogare nell'alcool. L'archetipo della Diva, nulla da aggiungere.Oltretutto un fantastico doppiaggio d'epoca le fa esclamare ad un certo punto:"Numi!" Capite? Chi dice più numi? Ecco, sono indeciso se adottarla o meno come mia esclamazione di disappunto preferita:classe infinita! non c'è che dire!

c)Guardarmi le foto dell'ultimo Martlon Brando per capire che sì: tutto è transitorio su questa terra. Voglio dire: il suo faccione sformato mi servirebbe come severo memento mori e mi metterebbe terribile, indescrivibile tristezza.

Ma visto che stanotte voglio vivermela bene, credo che dovrò prendere da questo film solo le cose positive. Il pettorale di Marlon, il suo sguardo sconvolgente e una nuova eroina personale immagino possano bastare.

Numi!! Ora vi saluto che mi si fredda la camomilla...


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore settembre 25, 2007 03:18 | link | commenti (19)
categorie: movies, folgorazioni, marlon brando vivien leigh
venerdì, 16 marzo 2007

Saturno contro (tutti)

*

*Il video mi è stato segnalato da Grace (così evito commenti della serie 'il video te l'avevo consigliato io') ma del resto è anche giusto visto che è la mia fantastica ed insostituibile impagabile ineffabile segretaria personale :)

 Ed infine Saturno contro fu! Mercoledì sera si è andati al cinema con la piccola Grace con cui avevo stretto un solenne patto di mutua assistenza (cinematografica) per cui il film lo si doveva ASSOLUTAMENTE andare a vedere insieme. Questo per due semplici ragioni:

  1. Perchè si adora Ozpetek
  2. Perchè siamo due matte esaurite e si idolatra Margherita Buy, senza nessuna particolare o logica motivazione, è così e basta e io su questo punto sono abbastanza integralista, il culto della dea Buy non richiede spiegazioni, è quasi un dogma, un assunto di fede. Ok lo confesso in camera ho una sua foto di fianco al letto (NON RIDETE).. eh allora??

Ora, è inutile che io vi stia a raccontare per filo e per segno tutta la vicenda, del resto non vorrò nemmeno convincervi della bontà della pellicola. Prima di tutto perchè Ozpetek o lo si ama o lo si odia, credo non ci siano troppe vie di mezzo, poi perchè sinceramente io stesso non so bene inquadrarvi il film. Leggerete dappertutto che è un film corale, ed è vero: è un film corale, nihil sub sole novo se vi ricordate le tavolate di "le fate ignoranti". Il momento conviviale è un motivo che ricorre nelle pellicole di Ozpetek perchè è il simbolo del suo modo di far cinema, in cui si intreccian storie ad un livello profondo, dove sono poche le scene urlate (vedi muccino) e il marchio di fabbrica è piuttosto il pianissimo.

Questa volta il tavolo intorno al quale questo nutrito gruppo di amici si riunisce è quello (vero) del regista, nel senso che le scene sono state girate nella cucina della sua casa romana, intorno al quale si ritrovano vecchie conoscenze: la coppia Buy-Accorsi in versione isterico/piccolo borghese, e l'immancabile,favolosa Serra Ylmez, che anche qui vorrebbe essere un pò la firma inconfondibile del regista.

Fra le nuove (piacevolissime) sorprese, in primis un' Ambra Angiolini che lascia quasi dimenticare i suoi passati da smutandata anfant prodige di Non è la Rai, i tempi d'oro in cui cantava "t'appartengo e io ci tengo se prometto poi mantengo", insomma. Qui potrebbe essere quasi scambiata per una vera attrice, complice anche il fatto che, a mio parere, Ozpetek tenesse moltissimo al suo personaggio. Ecco quindi uscirne fuori una trentenne tutta fragilità e pasticche (di ogni tipo) che si lascia alle spalle scie di insicurezza e di cocaina, con un dannato bisogno di essere protetta e forse (solo) amata.

Luca Argentero (ex grande fratello) ma sempre encomiabile, grandissimo pezzo di figo che è quasi tanto bravo quanto bello, peccato sia lui a morire e a lasciare tutti gli amici ed il suo compagno (Favino) a fare i conti con la sua scomparsa,ad elaborare il lutto, perchè è questo in fondo che il film cerca di sviscerare.

Un Favino magnificamente affranto o dolcemente innamorato che dir si voglia , ed un Ennio Fantastichini che sembra un pò l'anima ironica di tutto il gruppo, il saggio e navigato della situazione che riesce effettivamente a tirar su i picchi più tristi del film. Imperdibili le sue scene insieme ad una Lunetta Savino ineditamente brianzola, ma credibilmente e comicamente svanita schiampista di provincia.

Un punto interrogativo grande come una casa per la presenza di Michelangelo Tommaso (il biondino di Un posto al sole), caruccio per carità ma ai fini della dinamica del film utile come una cozza a colazione. Un pò monoespressivo, un pò trasparente della serie ma io che ci faccio qui? Forse sarà per il fatto che lui rappresenta un pò l'ultimo arrivato in questo rodato entourage di amicizie.

La Buy? FA VO LO SA  ma si sa io sono di parte. Anzi, Meno psicologicamente labile del solito risulta essere appena appena più combattiva. Un Accorsi bancario con la stempiatura più evidente e l'amante di ordinanza: sembrano essere finiti i tempi delle fate in cui indossava fascinose camicie rosse e sprizzava problematicità da tutti i pori. Qui fa la figura dell'inetto codardo ed indeciso, tant'è che sembra che la Buy gli tenga testa, ed è tutto dire.

E se queste sono per sommi capi le tessere, il quadro d'insieme del mosaico non sembra comunque risplendere di lucentezza stilistica. Sul finale il caro Ferzan poteva fare molto meglio. Ok il trionfo dell'amicizia, ok rimaniamo tutti insieme appassionatamente, ma non puoi far finire un film intorno ad un tavolo da ping pong, dove sono i nodi che vengono al pettine? dove sono le reti tirate in barca? Così alla fine il tutto ha un certo sapore di incompiuto, di detto non detto( forse per mancanza di idee). Non che il film non abbia un suo perchè, io ho rischiato di mettermi a piangere come una fontanella e la forza emotiva c'è tutta, il problema è che poi si disperde in mille rivoli.

Un capitolo a parte meriterebbe la colonna sonora, con una anomala canzone di neffa (passione) che apprezzi integralmente solo dopo aver visto il film, una canzone della Ferri che ti lasci a bocca aperta al primo ascolto e che ti ritrovi a canticchiare inconsapevolmente e dulcis in fundo un' emozionante interpretazione in francese della Cantantessa (je suis venue te dire que je m'en vais)..ed è già un must!

ps= un bacino speciale alla piccola grace, perchè oltre a condividere con me culti quasi misterici, è sempre irrimediabilmente frociarola. Dopo il bacio fra favino e argentero lei mi commenta sospirosa e con la boccuccia a cuore "quanto sono carini!!!", come darle torto? per questol'adoro

 


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore marzo 16, 2007 20:33 | link | commenti (4)
categorie: movies, folgorazioni
sabato, 27 gennaio 2007

Volver...nel paese delle donne

                                                            Almodóvar (centro), con Lola Dueñas, Penélope Cruz, Carmen Maura, Blanca Portillo y Yohana Cobo (de dcha. a izda.). (Foto: REUTERS)                                                

Non occorre essere un grande critico cinematografico per notare come nei film di almodovar si aggira si agglomera e vive un universo tutto al femminile, dove il termine femminile deve ovviamente essere inteso nella sua accezione più ampia. Si pensi solo al travestito impersonato da Garcia Bernal ( è più bello in versione uomo o in versione donna? l'ardua risposta la lascio a voi) in la Mala education, o ancora si pensi a tutto su mia madre. Bene, forse in Volver si ha un esempio di una femminilità più genuina, meno ostentata, più casereccia e combattiva, quella che ha le mani della Cruz quando senza versare una lacrima una, si munisce di due bei rotoloni di scottex , mocho vileda e via giù ad asciugare il sangue sul linoleum azzurro intorno al corpo esanime del marito ucciso dalla figlia...

Le mani, si direi che sono le mani le protagoniste delle più singolari inquadrature del film. Cucinano, impastano, lavano, servono, lustrano, scavano ed infine seppelliscono, ma servono anche per accarezzare abbracciare e porre fine a tensioni e drammi familiari non comuni, quelli che Almodovar sa sempre raccontare con tanta maestria. Altra cosa non comune del film è il sedere, si quello della Cruz. Il barbatrucco c'è e forse un pò si vede. La Penelope indossa infatti una sorta di guaina push up che insomma tiene su il bendidio e dicono, i maligni dicono che il rimpolpa didietro sia tanto piaciuto alla nostra eroina che ormai non se ne separa più..dovremmo chiederlo ad uno dei suoi ultimi fidanzati, a proposito dopo Tom Cruise siete riusciti a tenere più il conto? Io no!

Il tutto serve ancora di più a nutrire la sensazione che la protagonista nelle intenzioni di Pedro dovesse assomigliare a qualche importante icona della femminilità e secondo me la musa questa volta è stata la Magnani, tant'è che in un fotogramma o forse due, appare in un film che Carmen Maura guarda in Tv.

Non lo so se l'ipotesi è plausibile a me sembra proprio di si.


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore gennaio 27, 2007 18:33 | link | commenti (6)
categorie: movies
martedì, 30 maggio 2006

Il codice da Vinci (avvince?..ma anche no!)

Si ok, era imprescindibile andare a vedere il film, se non fosse per il fatto che poi saresti inevitabilmente tagliato fuori dalle discussioni pseudo intellettuali in odor  di dietrologia che il libro, quindi anche il film suscita e susciterà. Confesso, il libro non l'avevo finito di leggere perchè una volta scoperto cosa fosse il santo graal..bhè mi sono un attimo scassato di viaggi rocamboleschi fra Londra e Parigi, di intrighi fra alte sfere del vaticano, di cavalieri ,enigmi da risolvere e sotterraneo ammmmòre che nasce fra i protagonisti.

Tornando al film, bhè è del tutto fedele al libro tranne poche eccezioni, ambientazioni fantastiche, regia magistrale ma per quanto riguarda la scelta dei protagonisti mi permetto di dissentire in maniera QUASI TOTALE.Del resto Audry Toutu mi sta decisamente antipatica(per non dire qualcos'altro, ma avrete capito)ok sei carina, ok sarai anche brava ma a) è francese e finoa qui niente da dire e -b) rientra benissimo nello stereoptipo della francese acidella e supponente. Quindi cara la mia bella audry c'avrai pure il nome chicchissimo il visino e il nasino alla francese ma smettila di fare la Divissima e scendi  dal pero, ok Tesoro?

Perfetto, dopo aver sputato veleno sulla francesina, tocca adesso a Tom Hanks che per carità, sarà pure bravissimo ma che cavolo, nella parte del professore di simbologia sacra (radicalissimo chichissimoooo) avrei visto bene qualcuno di più FASCINOSO. Non lo so vedi un Harrison Ford, un George clooney.Considerando pure che il Tom s'è ingrassato alquanto e c'ha sta facciazza gonfia da vitellino.

Uniche note positive vedi a)Jean Reno (che io adoro) b)l'attore che interpreta quello spostato del monaco albino tutto infoiatissimo nella sua sacra missione che prevede omicidi a destra e manca e poi immancabile espiazione grazie alla mortificazione FISICA(CILICIO E FUSTIGAZIONE) davanti al crocefisso.Ok nel film ha tanto occhi persi da mistico manico, ma assicuro che se lo prendete fuori dagli abiti di scena, il ragazzo merita.(v .foto)

Voto risultante da una media :7pieno, ma poi promettetemi che non se ne parli più heeeee, io personalmente sono al limite della sopportazione di trhiller a sfondo religioso!

Paul Bettany


sputacchiato con grazia da: PrincipeGentile alle ore maggio 30, 2006 12:31 | link | commenti (5)
categorie: movies

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